
AVV. RAFFAELE GAETANO CRISILEO - CASSAZIONISTA E PENALISTA - SPECIALIZZATO IN PSICOLOGIA GIURIDICA - PERFEZIONATO IN CRIMINOLOGIA E IN PROCEDURA PENALE. - STUDIO LEGALE - 81055 SANTA MARIA CAPUA VETERE (PR.CASERTA) VIA AVEZZANA - TRAV.SACCONE - " PARCO MIMMI " TEL./FAX (+39)0823810351; (+39)335.8291152 E-MAIL : avvcrisileo@libero.it - www.studiolegalecrisileo.it
domenica 16 dicembre 2018
LA RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE E’ ANTICOSTITUZIONALE : CONCORDI MAGISTRATI ED AVVOCATI
Sulla riforma della
prescrizione magistratura e avvocatura sono del tutto concordi tra loro nel
ritenere che il nuovo ddl è affetto da
diversi profili di anticostituzionalità.
Questa è la novità di questi ultimi giorni. E su questo vogliamo soffermarci un
attimo. Ma noi lo avevamo preannunziato - questo paventato problema di una possibile
anticostituzionalità - sin dalle prime
battute in cui avevamo letto il testo di legge. Ora apprendiamo, con
soddisfazione, che il Consiglio Superiore della Magistratura, in particolare la
sesta commissione, a ben ricordare, ha ravvisato, in questa nuova legge,
appunto diversi profili di incostituzionalità, come ad esempio nel cosiddetto
“Daspo” per chi incorre in alcuni specifici reati. E per prima cosa, ci
dobbiamo soffermare sulla delibera - che sarà data per la votazione a breve -
la quale stabilisce che la prescrizione verrà ad essere abolita dopo il primo
grado di giudizio. Ciò perché, a nostro
parere, tutto ciò rischia di trascinare
molti processi in una storia incredibilmente e paradossalmente infinita. E
perché affermiamo ciò ? Tanto ci
dobbiamo chiedere. Perché la legge di
cui parliamo - a nostro avviso - non sembra rispettare i principi basilari
della nostra Carta Costituzionale. Già l’organismo nazionale dell’avvocatura italiana
( CNF ), infatti, lo aveva di gran lunga evidenziato, peraltro a grosse lettere
(ricorrendo anche alla proclamazione di periodi di astensione dalle udienze),
un poco di tempo fa, in un proprio scritto che venne trasmesso alla Camera dei
Deputati. Ora la novità - che
apprendiamo davvero con piacere – è che anche la magistratura ( oltre
all’avvocatura, come abbiamo prima scritto) vede il vulnus della nuova legge in
una possibile sua violazione dell’art. 27 Cost. sia riguardo alla presunzione
di non colpevolezza, sia alla mancata finalità rieducativa della pena. Sul
punto il CSM ( come il CNF ) in un parere scritto - leggiamo - non condivide lo
spirito e la ratio della legge. Legge anticostituzionale, possiamo affermare ?
E sono davvero tanti a dirlo ! I magistrati, gli avvocati ed i giuristi lo
sostengono in modo fermo e da più parti. Poi sarà comunque la Corte Costituzionale, nel futuro,
ad esprimersi quando verrà chiamata a pronunciarsi. Inoltre vi è un ulteriore punto su cui ci dobbiamo
soffermare ovvero il fatto di fermare il termine della prescrizione dopo la
sentenza di primo grado - che andrà a
decorrere dall’ entrata in vigore della norma -. Riteniamo che ciò non porterà alcun beneficio sulla durata dei processi. Al
contrario i tempi si allungheranno. Infatti non dimentichiamo che un buon 90 % delle prescrizioni viene dichiarato,
infatti, quando non vi è stata ancora sentenza di primo grado. Ed allora cosa
succederà ? Secondo noi il primo effetto a medio termine sarà un verosimile
ingolfamento della macchina della giustizia. Allora è vero che le leggi le fa
il Parlamento ( e guai se non fosse cosi !), ma in uno stato democratico, qual è
il nostro, esse devono conformarsi ai
principi costituzionali. Concludiamo affermando che concordiamo con i vertici
dell’avvocatura nel ritenere che “qualunque intervento sul processo deve
partire da una riduzione dei tempi ottenibile, non certo con lo stop alla
prescrizione”. E ciò non è cosa di poco conto !